
Agriturismo Parco Donnortei
Le esperienze più belle da abbinare alla tua vacanza a Fonnese!
Noi facciamo parte di un contesto molto più ampio, Fonni appartiene alla barbagia di Ollolai, confina con le bellissime terre d'Ogliastra e assieme a Desulo è la più vicina alle vette più alte della Sardegna, Punta Lamarmora con i suoi 1834 metri di altitudine e Bruncu Spina a 1929. I nostri tour ti permetteranno di sfidare queste vette, di addentrarci nelle terre selvagge degli antichi pastori, Monte novo San Giovanni di Orgosolo, l'unicum nuragico di Gremanu, la meravigliosa cornice del lago di Gusana, le vigne dei grandi vini della vicina Mamoiada e tanto altro, se hai i social ti consigliamo di seguire le nostre pagine per rimanere aggiornato sui nostri eventi.
RACCONTI SULLA NOSTRA TERRA
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Rio Duio, Monte Novu
La lunga contesa di Monte Novu
C'era una volta un monte selvaggio e ricco di pascoli, chiamato Monte Novu, disteso tra le terre di Fonni e Villagrande Strisaili, nel cuore del Gennargentu. Un luogo prezioso per i pastori, perché offriva erba per le greggi, legna per il fuoco e rifugi sicuri per la notte.
Ma proprio perché era così importante, Monte Novu divenne oggetto di una lunga contesa tra i due paesi. La storia inizia nel lontano 1600, quando una pestilenza colpi un Villaggio di nome Onnis, per sfuggire alla malattia fuggirono trovando rifugio a Fonni e Villanova, le due comunità iniziarono a pretendere il diritto di pascolo nei terreni di Onnis, all'inizio fu tolleranza, ma con il tempo, i confini iniziarono a farsi più sfocati e contesi, cominciarono così anni di scontri. Ovili bruciati, recinti abbattuti, denunce, carte bollate e rancori che si tramandavano di generazione in generazione. Per oltre cento anni, Monte Novu fu teatro di guerra.
Il documento ufficiale, la Regia Patente del 29 novembre 1811, è la pergamena con cui il Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I, pose fine alla guerra tra Fonni e Villagrande assegnando al comune barbaricino una parte dei pascoli di Onnis (il salto di Monte Novu) in enfiteusi perpetua dietro pagamento di un canone.
Oggi, Monte Novu è un luogo di pace, silenzioso e verde, potrai percorrere gli antichi sentieri, ascoltare il vento tra i lecci, riposare all'ombra delle grandi quercie e sostare negli antichi ovili.
LA NOSTRA STORIA MILLENARIA

Santuario Nuragico di Gremanu (XIII-XII a.c.)
Un luogo sacro nel cuore della Barbagia
​Ai piedi del Correboi, in territorio di Fonni si trova una delle aree archeologiche più belle e interessanti della Sardegna, quella di Gremanu. All’interno di un fitto bosco di roverella, si trova infatti l’ unico acquedotto di età nuragica al momento noto in tutta la Sardegna (foto a destra), per un’area cultuale di grande interesse, estesa per la bellezza di sette ettari, nella quale le acque sorgive venivano canalizzate e convogliate attraverso una canaletta verso un primo pozzo circolare a monte, dal quale partiva il sistema di canalizzazione a servizio del villaggio di cento capanne e del santuario più a valle.
Il Santuario, un complesso di forma fallica maschile, (foto sopra) era probalilmente dedicato alle attività religiose e all'accoglienza dei pellegrini, la parte a valle è delimitata da un recinto rettangolare lungo circa 70 metri, al quale è stata addossata un’area dalla forma semicircolare che ospitava delle panchine, mentre le due capanne successive avevano la funzione di “filtro” e di accesso all’area sacra vera e propria costituita da un grande tempio circolare, il tempio rettangolare o a megaron, tipo di costruzione assai rara in Sardegna e il tempio semicircolare costruito in conci di granito locale e dal diametro di nove metri.

Acquedotto Nuragico di Gremanu (XIII-XII a.c.)

Tomba dei Giganti di Madau (XV-XIII a.c.)
Tombe dei Giganti di "Madau"
Nell'altopiano di Madau, tra Fonni e il passo di Correboi, si trovano quattro Tombe dei Giganti, monumentali sepolture collettive risalenti all’età del Bronzo. Le strutture, disposte ad anfiteatro, sono rivolte verso il sole nascente, simbolo di rinascita e rigenerazione.
La tomba centrale è un’imponente architettura sacra: un’esedra semicircolare con banconi rituali e una lunga camera funeraria coperta a navata, dove i vivi celebravano il passaggio dei defunti. Alcune lastre conservano ancora misteriose incisioni: spirali, coppelle, segni astratti.
Stele neolitica di "Madau"
Dalla tomba nr. 1 arriva a noi dal mondo prenuragico una stele istoriata, forse l’anello di congiunzione tra gli antichi sardi e il mare.“Incisioni di grande effetto, uniche al mondo, che attestano, senza ombra di dubbio essere una delle più antiche mappe del cielo”, questa è la convinzione di Roberto Barbieri, responsabile della spedizione e del team di archeologi, guidati dal Professor Giampiero Pianu dell’Università di Sassari, che da anni lavora ad un progetto che lega astronomia, nuraghi, tombe dei giganti e navigazione, volto a dimostrare che questo misterioso popolo fosse in realtà dedito alla navigazione, provetti navigatori, insomma, grandi conoscitori del cielo e delle stelle. Agli occhi di un navigatore abituato a leggere il cielo, non può sfuggire che “quelle coppelle incise nella pietra”, sostiene Roberto Barbieri, “sono una formidabile e puntuale rappresentazione delle Pleiadi”. Chi ha inciso quella pietra, migliaia di anni fa, leggeva il cielo e lo faceva molto bene, “aveva una spiccata familiarità nella lettura degli astri, come dimostra la fedele rappresentazione delle sette stelle principali che formano le Pleiadi”.

Stele di Madau (XIV-XIII a.c.)

Domus de Janas di Sas Muridinas
Domus de Janas "Sas Muridinas", Fonni
Le Domus de Janas, letteralmente “Case delle Fate” in lingua sarda, sono uno dei simboli più affascinanti della preistoria sarda. Questi antichi monumenti, probabilmente funerari, scavati direttamente nella roccia, risalgono a un periodo compreso tra il Neolitico finale e l’Eneolitico (circa 3400 - 2700 a.C.), e si trovano diffusi in tutta la Sardegna, spesso raggruppati in necropoli. Sas muridinas è una località che fa parte della grandissima valle di Aratu, al suo interno è composta da due piccole stanze e ha all'esterno la forma di un fungo che ne ripara l'ingresso.
Incastonata in mezzo al fitto bosco di Aratu ci fa immaginare veramente la vera casa delle fate, la perfetta riproduzione reale della leggenda sarda.

Nuraghe di "Dronnoro"
Il nuraghe Dronnoro, situato nel territorio di Fonni, è un nuraghe di tipo complesso che presenta un mastio centrale con copertura a tholos, due torri laterali parzialmente danneggiate e un cortile centrale a pianta quadrangolare.
L’opera muraria è realizzata in conci di granito; l’ingresso, sormontato da un architrave con finestrella di scarico, immette nel cortile centrale. In origine, dalle due torri era possibile raggiungere il mastio tramite delle gallerie, attualmente non praticabili.
Attorno al nuraghe è visibile un villaggio, di cui rimangono poche tracce.
I nuraghi rimangono ancora un mistero per le tecniche di costruzione e per la loro utilità, questo tema si potrà approfondire assieme alle altre tappe del nostro "Tour Nuragico"

Nuraghe di Dronnoro

